Satie as a Projector ha molto senso in retrospettiva. I proiettori non sono costruiti per l'incessante produzione di un generatore: sono pensati per guidare
Il design umano di Erik Satie: proiettore 2/4
Tipo di energia: proiettore
Satie as a Projector ha molto senso in retrospettiva. I proiettori non sono costruiti per l'incessante produzione di un generatore: sono pensati per guidare, vedere, dirigere. La produzione di Satie fu notoriamente piccola: una manciata di pezzi per pianoforte, alcune opere orchestrali e un corpus di musica vocale e teatrale peculiare. Non era un compositore da lavoro come lo erano Saint-Saëns o addirittura Debussy. Eppure la sua influenza è stata enorme. È comunemente considerato il progenitore del minimalismo, della musica ambient e dell'estetica ripetitiva e ipnotica che avrebbe plasmato la composizione del ventesimo secolo. Questo è il dono del Proiettore: un'aura focalizzata e penetrante che vede ciò che è necessario e indirizza gli altri verso di esso, senza bisogno di produrre grandi quantità di lavoro.
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Calculate your chartStrategia: attendere l'invito
Si consiglia ai videoproiettori di attendere l'invito, di essere riconosciuti e interpellati, piuttosto che spingere e dare il via. La carriera di Satie ne è un esempio lampante. Non si autopromuoveva in modo aggressivo come molti contemporanei. Il riconoscimento arrivò invece attraverso inviti specifici: Debussy lo introdusse negli ambienti musicali francesi del primo Novecento; la scena del cabaret di Montmartre lo invitava a suonare; Cocteau e Diaghilev lo invitarono a comporre per i Balletti Russi, producendo Parade e Socrates. Ogni volta che veniva chiamato in causa, esprimeva qualcosa di distintivo e influente. I suoi lavori più duraturi sono emersi in risposta a una richiesta.
Autorità: splenico
La Milza è l'istinto del corpo momento per momento, l'autorità più antica nel bodygraph. Le scelte di Satie spesso portavano con sé quella qualità istintiva. Il suo abbraccio alla semplicità, alla ripetizione e al silenzio nella musica non fu sempre ben accolto durante la sua vita, ma era in linea con qualcosa che il suo corpo evidentemente conosceva. Seguì il suo percorso peculiare - indossando gli stessi abiti di velluto, mangiando gli stessi pasti scarsi, vivendo da solo nella sua piccola stanza di Arcueil - con una sorta di profonda certezza. L'autorità splenica consiste nel fidarsi del "sì" istantaneo; o "no", e Satie sembra aver fatto esattamente questo, indipendentemente dalle aspettative sociali.
Profilo: 2/4 (Eremita/Opportunista)
Il 2/4 combina l'Eremita e l'Opportunista. La Linea 2 dell'Eremita è la linea del talento naturale, un dono che la persona non comprende appieno ed è chiamata a condividere. Il rapporto di Satie con la musica aveva questa qualità. Era un pianista capace ma mai un virtuoso nel senso convenzionale, e la sua voce compositiva era misteriosa anche per lui, come se arrivasse invece di essere costruita. The Line 4 Opportunist porta la rete: relazioni che sostengono e portano opportunità. Nonostante la sua vita solitaria, Satie era profondamente radicato nelle reti artistiche della Belle Époque e della Parigi tra le due guerre: il circolo simbolista attorno a Mallarmé, il mondo del cabaret, i surrealisti che in seguito lo rivendicarono come una sorta di santo patrono. La sua musica ha raggiunto il mondo attraverso queste connessioni.


