La seconda linea della Porta della Solitudine è la risonanza proiettrice, eremita e democratica dell'esagramma - la linea che, nella forma più solitaria del Circuito Individuale
Porta 40 Linea 2: L'Eremita Chiamato
La seconda linea della Porta della Solitudine è il proiettore, eremita e risonanza democratica dell'esagramma - la linea che, nella porta più solitaria del Circuito Individuale, deve imparare ad attendere il riconoscimento della propria solitudine piuttosto che imporsi o ritirarsi. Laddove la Linea 1 avvia l'energia del lavoro solitario attraverso la pura pulsione, la Linea 2 la riceve. È la linea del naturale il cui dono si realizza solo quando il mondo lo richiede.
La nota chiave della linea
La linea 2 è classicamente intitolata L'Eremita o Il Naturale, la linea ricettiva dei dodici: la sua identità fondamentale è quella di essere chiamata al ruolo per cui è nata. Nella saggezza delle 12 linee, la Linea 2 porta con sé il duplice carattere del proiettore: è orientata verso l'altro, non verso se stessi, e il suo lavoro si realizza attraverso l'invito. L'armonico di 6° livello dell'esagramma, che è il tono relazionale sottostante, apre questa linea in un campo democratico. Non può essere solo veramente solo: anche l'eremita esiste all'interno di una tribù, per quanto piccola.
Curious if this is in YOUR chart? Calculate your free Human Design.
Calculate your chartTema All'interno del cancello
La Porta 40, Hsieh / Deliverance, è la porta della libertà conquistata attraverso il lavoro, il lupo solitario, colui che può portare ciò che gli altri non possono portare. L'esagramma parla di liberazione dagli impicci e della necessità di operare senza obblighi. In secondo luogo, questa solitudine non viene scelta con la forza della volontà; è premiato dalla vita. Alla persona 40.2 viene riconosciuta la qualità singolare del suo contributo solitario. Sono chiamati fuori dal collettivo per consegnare qualcosa che solo loro possono portare - e la chiamata è essa stessa il dono.
Il Dono: Consapevole & Sano
Il dono del sano 40.2 è il permesso. Quando arriva il riconoscimento, questa linea può entrare nel lavoro indipendente senza sensi di colpa, spiegazioni o pretese difensive di solitudine. La sua solitudine diventa una chiara forma di servizio: libertà di fare ciò che gli altri non possono fare e di ritornare con qualcosa di liberato, risolto o reso praticabile. Il ruolo non è auto-nominato. Viene offerto e l'invito ne stabilisce i termini.
La distorsione appare quando l'attesa si trasforma in ritiro, oppure quando il riconoscimento viene sostituito dal tentativo di fabbricare una chiamata. Correggere quel movimento è semplice ma non sempre facile: segui la strategia Proiettore e attendi il giusto riconoscimento, poi usa l'autorità già insita nella linea per decidere. L'invito ripristina l'ordine naturale. Senza di essa l’eremita rischia di diventare irraggiungibile; con esso, la solitudine non sembra più un ritiro dal mondo. Diventa lo spazio da cui può essere fornito un contributo reale.

