La Croce dell'Incarnazione della Giustapposizione delle Leggi è una croce ad angolo retto del destino personale, formata dalla combinazione di porte 56/60 | 50/3. Le sue quattro porte portano
Croce dell'Incarnazione della Giustapposizione delle Leggi - Porta 56
La configurazione
La Croce dell'Incarnazione della Giustapposizione delle Leggi è una croce ad angolo retto del destino personale, formata dalla combinazione di porte 56/60 | 50/3. Le sue quattro porte portano con sé la geometria di un unico scopo: la trasmissione dei valori attraverso la storia. Due canali lo generano. Il primo, il canale 56-60 della transitorietà (la lunghezza d'onda), è un ponte gola-milza che conferisce alla voce la sua qualità vagante, jazzistica e improvvisativa. Il secondo, il Canale di Mutazione 50–3 (Preservare il pool genetico), è un ponte Plesso Solare-Sacrale che dà a quella voce la sua materia prima: il corpo di leggi, principi e valori che il narratore è qui per comunicare. La Croce di Giustapposizione colloca questi due flussi uno accanto all'altro anziché in sequenza: il canale dei valori e il canale della narrazione sono premuti l'uno contro l'altro, in modo che nessuno dei due possa essere espresso senza l'altro.
L'angolo: angolo retto del destino personale
In quanto croce ad angolo retto, l'incarnazione non è collettiva. È un destino personale – un invito esteso al veicolo individuale dello spirito, non a un corpo tribale o planetario. Le quattro porte della personalità (il sole cosciente, la terra cosciente, il sole inconscio, la terra inconscia) formano i quattro bracci della croce personale, mentre le quattro porte del disegno ne costituiscono lo sfondo. La vita di questa croce è quindi vissuta come uno svolgimento privato: il narratore racconta la storia delle leggi, ma il pubblico è principalmente se stesso. La legge viene prima interiorizzata, poi esteriorizzata. Non esiste alcuna garanzia di accoglienza nel mondo esterno; la croce chiede solo che la legge venga detta.
Il Sole Cosciente nel Portale 56: Stimolazione
Il Sole cosciente nel Porta 56 - Stimolazione è la parte più cruciale dell'incarnazione. Il Cancello 56 si trova nella Gola e la sua nota fondamentale è il viandante che racconta. Una coscienza cosciente non può poggiare sulla tradizione ereditata; la persona è un narratore nato, un raccoglitore di esperienze che deve dare voce a quanto raccolto. Con il Sole qui, la capacità di raccontare storie è consapevole, il che significa che l'individuo è consapevole dell'impulso, del ruolo, dello schema. Sanno che lo stanno dicendo. Sentono il prurito delle parole non dette.
In questa croce, il 56 cosciente non trasmette semplicemente l'esperienza fine a se stessa. È giustapposto al canale dei valori. Ogni storia raccontata dai 56 è una storia sulla legge, su giusto e sbagliato, su ciò che viene preservato e ciò che viene rilasciato, sulla mutazione di un ordine in un altro. Il narratore di questa croce non è un giornalista o un cronista; sono narratori di principi, raccolgono materiale nel campo della condotta umana e restituiscono un racconto unico e coerente.
Scopo della vita attraverso la lente del 56° Cancello
Lo scopo della vita di questa croce è modellato specificamente dalla consapevolezza cosciente del narratore. Poiché il 56 è cosciente, l'individuo deve essere vigile su quali storie raccontano e perché. La stimolazione senza valori produce rumore; i valori senza stimolazione producono silenzio. Il dono del 56 è la consapevolezza che i due devono essere sposati. Il narratore fisso delle leggi non è fisso nel contenuto: lo è nel ruolo. Il ruolo è raccontare una grande storia su valori e principi, con la propria voce, secondo il proprio programma, accettando il destino personale di una croce ad angolo retto: che questo racconto è, alla fine, il dono che la persona è qui per farsi.


