La Croce ad Angolo Retto di Maya porta l'insegnamento della percezione: che il mondo materiale si presenta attraverso forme che nascondono tanto quanto rivelano. UN
Croce di Maya ad angolo retto - La Porta della Continuità (32)
Il tema della croce
La Croce ad Angolo Retto di Maya porta l'insegnamento della percezione: che il mondo materiale si presenta attraverso forme che nascondono tanto quanto rivelano. Una persona nata sotto questa croce è dotata di una sensibilità istintiva per il divario tra l'apparenza superficiale e la realtà sottostante. Laddove gli altri accettano ciò che viene mostrato, questo individuo ne percepisce la struttura più profonda ed è spinto a comprenderla, a persistere in essa e a portare ciò che è nascosto alla vista cosciente.
La parola "Maya" qui non si tratta di un'affermazione sull'inganno in quanto tale, ma sul velo della manifestazione stessa. Lo scopo della croce è quello di partecipare al lento svelamento di ciò che dura sotto il transitorio. È una croce radicata nella trasformazione attraverso il riconoscimento, nella saggezza guadagnata rifiutando di confondere l'effimero con il reale.
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Calculate your chartL'angolo retto: destino personale
La designazione dell'angolo retto lo contrassegna come una croce del destino personale. A differenza della croce di giustapposizione, che proietta il suo tema nel contrasto collettivo, l'angolo retto rivolge prima la sua energia verso l'interno. Lo scopo della vita è modellato attraverso il processo di realizzazione dell'individuo. La trasformazione inizia dall'interno e solo successivamente si irradia verso l'esterno come esempio autentico piuttosto che come istruzione esplicita.
Gli assi conscio (32/42) e inconscio (62/61) formano un quadrilatero del lavoro autonomo: ciò che è consciamente conosciuto deve essere messo alla prova da ciò che è portato inconsciamente, e ciò che è inconscio deve essere illuminato dalla consapevolezza cosciente. La geometria ad angolo retto fa sì che il lavoro non sia un confronto con il mondo esterno ma una rivoluzione silenziosa, spesso privata, della comprensione che diventa visibile solo come un sottoprodotto costante.


